La valvola tricuspidale è una delle 4 valvole cardiache presenti nel corpo umano e si trova precisamente tra l’atrio e il ventricolo destro. Il compito di tale valvola è quello di regolare il flusso sanguigno dal cuore ai polmoni, impedendo quindi il reflusso del sangue.
La più comune anomalia valvolare rilevata agli esami ecocardiografici è l’Insufficienza tricuspidale (IT), ovvero una condizione nella quale la valvola non si chiude in maniera corretta, causando quindi un rigurgito di sangue nell’atrio destro. Una tipologia di disfunzione che può essere lieve, moderata o grave, con svariate e variabili implicazioni cliniche.
L’insufficienza tricuspidale è spesso segno di Ipertensione polmonare, in quanto la pressione nelle arterie polmonari causa l’aumento di pressioni a ritroso nel ventricolo destro e quindi nell’atrio destro generando una disfunzione emodinamica e di contrazione cardiaca.
Sotto il profilo epidemiologico, studi recenti hanno dimostrato che una percentuale tra il 5 e il 10% della popolazione adulta presenta qualche forma di insufficienza tricuspidale, con un’ovvia prevalenza tra anziani e persone con patologie cardiache preesistenti. Sfortunatamente, all’IT si associa una ridotta aspettativa di vita, oltre che un elevato rischio di scompenso cardiaco.
Fattori di rischio e cause
L’insufficienza tricuspidale può essere sia primaria che secondaria:
- L’insufficienza tricuspidale primaria è dovuta a malformazioni congenite o a infezioni, così come pure a malattie reumatiche. Inoltre, la struttura della valvola può essere modificata e alterata anche da malattie del collagene, come la sindrome di Marfan o la sindrome di Ehlers-Danlos.
- L’insufficienza tricuspidale secondaria è, invece, la forma più comune, la quale si presenta come conseguenza di patologie che causano un sovraccarico di pressione nel ventricolo destro. Alcune di esse possono essere l’ipertensione e la fibrosi polmonare ma anche la fibrillazione atriale cronica.
Guardando ai principali fattori di rischio, possiamo trovare:
- Ipertensione polmonare: la quale, come già letto, è la causa principale dell’IT secondaria. L’aumento della pressione nelle arterie polmonari può infatti determinare una dilatazione del ventricolo destro e poi dell’atrio destro, alterando la chiusura della valvola.
- Scompenso cardiaco: il cuore non è più in grado di pompare efficacemente il sangue, causando quindi un aumento di pressione nell’atrio destro.
- Malattie polmonari croniche: oltre alla fibrosi polmonare, anche la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).
- Malattie reumatologiche: molte condizioni di questa branca causano direttamente o indirettamente ipertensione polmonare, a causa di interstiziopatie o fibrosi.
- Cardiopatie congenite: come la sindrome di Ebstein.
- Uso prolungato di farmaci: per esempio, quelli per la gestione dell’obesità o il trattamento del morbo di Parkinson.
Come si effettua la diagnosi
Generalmente, la diagnosi per le patologie della valvola tricuspidale si basano su un’approfondita valutazione clinica e su specifici esami strumentali, visto che i sintomi – come affaticamento, apnea, dispnea, edemi agli arti inferiori e distensione delle vene giugulari – possono variare a seconda della gravità della malattia.
Gli esami diagnostici fondamentali a riguardo sono:
- Ecocardiografia Doppler il test principale per valutare il grado di insufficienza tricuspidale, così come la morfologia della valvola o la presenza di rigurgito);
- Ecocardiografia transesofagea: permette una migliore visualizzazione interna dei lembi valvolari;
- Cateterismo cardiaco indicato nei pazienti per la misurazione della pressione di camere cardiache e arterie polmonari.
Cenni di trattamento
Soprattutto nel caso dell’insufficienza tricuspidale, la terapia farmacologica prevede l’utilizzo di diuretici per ridurre liquidi ed edemi, così come anche farmaci per il controllo della pressione polmonare o anticoagulanti. Nei casi più seri si può invece ricorrere a interventi chirurgici o procedure interventistiche come la sostituzione valvolare, la riparazione valvolare con anuloplastica o le tecniche transcatetere.
Perché è importante la prevenzione
La prevenzione per quanto concerne le patologie della valvola tricuspidale passa attraverso il controllo dei fattori di rischio cardiovascolari, come ipertensione arteriosa, insufficienza cardiaca o patologie polmonari croniche. Di conseguenza, adottare uno stile di vita sano, con una dieta equilibrata e un’attività fisica costante, oltre che con controlli regolari, può ridurre di gran lunga la possibilità e il rischio di sviluppare tali problematiche.