Le patologie della valvola aortica: stenosi e insufficienza, ecco cosa c’è da sapere

valvola aortica

La valvola aortica si ritrova a svolgere un ruolo dominante e cruciale all’interno del sistema cardiovascolare, andando a regolare il flusso sanguigno dal ventricolo sinistro fino all’aorta, impedendo quindi il reflusso.

Le principali malattie cardiovascolari legate alla mancata funzionalità corretta della valvola aortica sono la stenosi aortica e l’insufficienza aortica. Tali condizioni possono ovviamente avere un impatto negativo significativo sulla salute cardiovascolare e sulla qualità di vita dei pazienti che ne sono affetti. Il sintomo dominante delle condizioni a carico della valvola aortica è la dispnea (link articolo).

La stenosi aortica, ovvero una non completa apertura dei lembi valvolari, determina un ostacolo all’efflusso del sangue verso i vasi sanguigni, ed è una delle valvulopatie maggiormente diffuse nei paesi sviluppati, specie tra gli anziani. Studi clinici indicano che circa il 2-4% della popolazione oltre i 65 anni, infatti, è affetta da questa patologia in maniera anche significativa.
L’insufficienza aortica, di contro, è una incapacità dei lembi valvolari di chiudersi in maniera efficace, determinando un rigurgito attraverso la valvola, ed ha una prevalenza inferiore e minore ma, nonostante ciò, rappresenta comunque una significativa causa di morbilità, con una maggiore incidenza negli uomini rispetto alle donne.

Fattori di rischio e cause per le patologie della valvola aortica

Le principali cause di stenosi aortica possono includere:

  • Calcificazione senile: l’accumulo di depositi di calcio sulle cuspidi valvolari, legato all’invecchiamento. Esso porta un irrigidimento e restringimento della valvola in questione.
  • Valvola aortica bicuspide: si tratta di un’anomalia congenita che consiste in una valvola tale da presentare due cuspidi anziché tre. Di conseguenza, si predispone una degenerazione precoce.
  • Febbre reumatica: può emergere come complicanza di infezioni da streptococco e può causare cicatrizzazione o fusione delle cuspidi valvolari.

Per quanto riguarda invece le cause principali dell’insufficienza aortica, possiamo riscontrare:

  • Malformazioni congenite (come la già citata valvola aortica bicuspide)
  • Endocardite infettiva (cioè un’infezione che attanaglia il rivestimento interno del cuore, danneggiando quindi le valvole
  • Dilatazione dell’aorta ascendente (una condizione associata ad altre patologie, come per esempio la sindrome di Marfan)

I fattori di rischio sono invece più comuni per entrambe le patologie e riguardano l’età avanzata, l’ipertensione, l’ipercolesterolemia, nonché il diabete e il fumo.

Come si effettua la diagnosi per stenosi e insufficienza aortica

La diagnosi di queste patologie si basa su tali strumenti:

  • Anamnesi ed esame obiettivo: dunque, la valutazione dei sintomi e la rilevazione (o meno) di soffi cardiaci tramite auscultazione.
  • Ecocardiogramma: esame fondamentale per valutare il rischio cardiovascolare. Utilizza ultrasuoni per visualizzare la struttura e la funzionalità della valvola aortica, andando quindi a determinare la gravità della patologia.
  • Elettrocardiogramma: l’ECG è utile per individuare anomalie eventualmente presenti nel ritmo cardiaco, oppure potenziali segni di ipertrofia ventricolare sinistra.
  • Radiografia del torace: per valutare dimensioni e forma del cuore o trovare eventuali calcificazioni.

Cenni di trattamento

Il trattamento per queste patologie varia, ovviamente, in base alla gravità dei sintomi e alle condizioni del paziente.

Nei casi asintomatici o lievi, i controlli periodici e un monitoraggio clinico costante possono valutare la progressione della malattia. Per controllare i sintomi, invece, la terapia medica fornisce farmaci adatti alla causa.

Nei casi più gravi è possibile valutare due tipologie di intervento chirurgico:

  • Sostituzione o riparazione valvolare (procedura tramite cui si sostituisce la valvola danneggiata con una protesi meccanica o biologica, oppure si tenta una riparazione della valvola nativa), tendenzialmente preferita nei pazienti giovani o che sono in grado di sostenere un intervento chirurgico tradizionale. Sono possibili anche approcci mini-invasivi. 
  • Impianto Transcatetere della Valvola Aortica (TAVI, tecnica meno invasiva che consente di impiantare una nuova valvola tramite catetere), preferita nei pazienti che non possono, per vari motivi, eseguire gli interventi su descritti; è pertanto l’intervento preferito nei pazienti anziani pluripatologici.

Perché è fondamentale fare prevenzione

Se non diagnosticate e trattate in maniera tempestiva, le patologie della valvola aortica possono portare a gravi complicanze, tra cui insufficienza cardiaca, edemi polmonari, aritmie e addirittura il decesso. Agendo sui fattori di rischio modificabili e mantenendo uno stile di vita sano, con controlli medici regolari, si può ridurre l’incidenza e l’impatto della stenosi e dell’insufficienza aortica, oltre a rallentare la progressione di patologia dai gradi lievi-moderati a quelli severi.

Condividi il post: