Un adenoma ipofisario è un tumore benigno che si forma nell’ipofisi, una ghiandola endocrina situata alla base del cervello, essenziale per il controllo di molte funzioni ormonali. Sebbene non siano maligni, questi tumori possono alterare il delicato equilibrio ormonale dell’organismo o causare sintomi dovuti alla loro crescita.
Gli adenomi possono essere funzionanti, quando producono ormoni in eccesso, o non funzionanti, se non alterano direttamente i livelli ormonali. Entrambe le tipologie, tuttavia, possono avere un impatto significativo sulla salute del paziente.
A seconda delle dimensioni vengono inoltre suddivisi in microadenomi e macroadenomi qualora le dimensioni superino o meno 1cm di diametro massimo.
Sintomi e rischi degli adenomi ipofisari
I sintomi variano a seconda del tipo e della grandezza dell’adenoma. Alcuni segni comuni includono mal di testa e disturbi visivi, soprattutto quando il tumore esercita pressione sulle strutture circostanti, come il nervo ottico. Gli adenomi funzionanti, invece, possono provocare manifestazioni cliniche più specifiche:
- Prolattinoma: può causare alterazioni mestruali nelle donne e disfunzione erettile negli uomini, oltre a una secrezione anomala di secreto ai capezzoli,in entrambi i sessi. (cfr ginecomastia).
- Adenoma secernente GH: è associato all’acromegalia negli adulti, caratterizzata da ispessimento dei tessuti del viso, mani e piedi. Qualora occorresse nei bambini o adolescenti, questa condizione viene chiamata gigantismo, in quanto determina un’anormale crescita in altezza.
- Adenoma secernente ACTH: induce la malattiadi Cushing, con sintomi come aumento di peso concentrato sull’addome, fragilità cutanea e osteoporosi.
Oltre ai sintomi, gli adenomi non trattati possono comportare rischi significativi, tra cui danni permanenti alla vista, insufficienza ipofisaria e gravi squilibri metabolici.
Come si diagnostica un adenoma ipofisario?
La diagnosi di un adenoma ipofisario richiede una valutazione dettagliata. Dopo un’anamnesi completa e un esame clinico, vengono prescritti esami mirati:
- Esami ormonali: per verificare eventuali anomalie nei livelli di prolattina, GH, ACTH e altri ormoni.
- Risonanza magnetica (RM): è il gold standard per identificare la posizione e soprattutto le dimensioni del tumore.
- Test del campo visivo: utile per rilevare eventuali compromissioni della vista causate dalla compressione del nervo ottico.
Un team multidisciplinare, che include endocrinologi e neurochirurghi, è spesso coinvolto nella diagnosi e nel trattamento.
Percorsi di cura degli adenomi ipofisari
Il trattamento dipende dalla tipologia e dalla gravità dell’adenoma. In alcuni casi, si opta per un semplice monitoraggio, ma spesso è necessario un intervento più attivo. Per gli adenomi prolattinici, la terapia farmacologica rappresenta la prima linea d’intervento. Farmaci come la cabergolina e la bromocriptina possono ridurre le dimensioni del tumore e normalizzare i livelli ormonali.
In altri casi, la chirurgia transfenoidale è indicata per rimuovere l’adenoma, specialmente se il tumore è grande o causa compressioni significative. La radioterapia, invece, è una scelta meno comune, riservata a situazioni particolarmente complesse o refrattarie. Nei pazienti che sviluppano insufficienza ipofisaria, è necessario avviare una terapia ormonale sostitutiva per mantenere l’equilibrio endocrino.